Sunday, 7 March 2010

DDR, Stasi... e una ventosa Berlino

Come dicevo nel post del 6 marzo 2010, "io e te, vento nel vento... per motivi che ancora non conoscevo".
E infatti il week end è stato animato da una ventosa Berlino le cui temperature (unite al fatto di essere oltretutto una città umida) hanno messo a dura prova la nostra voglia di visitare per la seconda volta questa fantastica città.
La mattina di sabato è iniziata con una colazione ad un bar: coirssant, scacco di torta con crema e 2 cappuccini. Ed eravamo pronti a camminare.
Prima tappa, la East Side Galley, quel che resta del "Muro" (Mauer, in tedesco). centinaia di metri del muro che ha separato gli abitanti di Berlino Est da quelli di Berlino Ovest per 28 anni, per non dimenticare, sono tenuti ancora sù e viaggiano lungo lo Spree (uno dei due fiumi di Berlino). Fortunatamente Berlino è fornita di mezzi pubblici ultra efficienti e tra bus, tram, U-bahn e S-bahn (rispettivamente la metro sottoterra e la metro all'aperto) si arriva ovunque.


La East side Gallery si trova nella parte orientale della città e artisti di calibro internazionale ne mantengono colorate le pareti e vivo il ricordo (c'era anche l'opera di un artista italiano). Alcuni disegni richiamano fatti realmente avvenuti (c'è la versione cartoon del soldato che salta il filo spinato, il bacio tra Leonid Brežnev ed Erich Honecker) mentre altri graffiti rappresentano messaggi di pace e/o denuncia di quel periodo).

Dalla East Side Gallery ci siamo diretti verso il Friedrich strasse, punto di riferimento per ogni direzione, e quindi verso il DDR Museum (Karl Liebknecht strasse, lungo lo Spree). Camminando lungo lo Spee si trovano molti mercatini che vendono di tutto, da cappelli e guati in lana cotta a quadri e soprammobili naïf. Il DDR museum
(www.ddr-museum.de) è stato un po' una delusione, specialmente dopo aver visitato una mostra sulla DDR a Leipzig. Quella di Leipzig, oltre ad essere GRATUITA era enorme, e ripercorreva la storia delle 2 Germanie dagli anni '40 agli anni '90; un immenso piano con filmati, e ricostruzioni di ambienti che farebbe invidia al museo sulla DDR di Berlino. Che però è comunque un bel museo (anche se piccolo e talmente sovraffollato che spesso ci si incastrava nei pochi settori che offre). Impressionante è un filmato creato dalla DDR in cui cittadini di Berlino Est venivano intervistati e nelle interviste dicevano che erano contenti, che stavano bene, che avevano tutto e si divertivano.

Vista la sfumatura storica che abbiamo deciso di dare alla nostra visita a Berlino la tappa successiva è stato il Museo sulla Stasi (www.stasimuseum.de), ispirati anche da un film molto bello, Le vite degli altri, ispirato appunto alla Stasi, la DDR e la politica attuata dalla Germania dell'Est nello spiare le persone. Il museo sulla stasi, purtroppo, era quasi interamente in tedesco, con minute didascalie in inglese all'ingresso di ogni settore e basta.
La cosa interesante, al di la delle informazioni sulla Stasi e sui reperti esposti, è che il museo si trova in uno dei palazzi utilizzati dalla Stasi durante la DDR ed è stato possibile girare per gli stessi uffici (forse anche gli stessi ambienti utilizzati per le riprese del film sopracitato). Tutt'ora i cittadini tedeschi possono visitare gli archivi contenenti le registrazioni della Stasi per scoprire se sono stati oggetto di spionaggio da parte del Governo.

Berlino è una città che sprizza storia dietro ogni angolo, un po' come Roma, solo che le atmosfere che si rivivono per Berlino sono di una storia triste, sofferta e non voluta. Un popolo che ha sofferto e sbagliato, più volte, ma che nonostante questo ha saputo sollevare la testa e tornare in auge. Un popolo da ammirare.
Comunque, un altro elemento del nostro percorso storico-giornaliero è stato il Checkpoint Charlie, unico punto in cui era permesso passare dal settore sovietico a quello americano.

Di per se, oggi giorno, il checkpoint non dice nulla: è un ex-dogana in mezzo a due corsie. Ma la via è tappezzata di pannelli che raccontano e ripercorrono le vicende di quegli anni, facendo immergere il lettore nelle atmosfere cupe di quegli anni. Il percorso del Muro, tracciato con mattoni per tutta la città, mette in evidenza la drammatica situazione dei berlinesi di quegli anni. E' una storia che ci appartiene, che appartiene a tutte le persone che hanno dai 35 anni in su, il cui dramma è ancora vivo e troppo recente per non sentirne l'importanza.

Berlino è anche una città ricca di musei i quali sono disseminati un po' per tutta la città. Alcune zone però ne racchiudono diversi (come ad esempio l'isola dei musei situata lungo lo Spree nel quartiere Mitte, centralissimo). Noi ci siamo diretti invece al museo del cinema e della televisione, a Potsdamer platz (in effetti eravamo diretti alla mostra su Dalì, sempre a Potsdamer platz ma il prezzo del biglietti non ci ha convinto ad entrare e abbiamo cambiato idea). Il museo, interamente dedicato al cinema e la televisione tedeschi, presenta un'esibizione intitolata "The Complete METROPOLIS" dedicata a Metropolis, il film padre della Science Fiction, datato 1927.

Per mangiare, Berlino offre davvero di tutto, dal ristorante tipico tedesco a quelli orientali, passando per le classiche catene di ristorazione. Una sera, cercando un ristorante per fare cena, senza aver nulla di particolare in mente, siamo capitati in un sushi bar all'inizio di Friedrichstrasse.

Abbiamo mangiato sushi, fresco, variegato e abbondante per appena più di 20 euro. Pagando abbiamo scoperto che il ristorante faceva l'Happy Hour (dalle ore 12 alle ore 24, probabilmente durante tutto l'orario di apertura) e alcuni prezzi erano scontati. Peccato a non averlo saputo prima, avremmo preso di più! Se siete amanti del sushi consiglio di prendere nota di questo piccolo e accogliente sushi restaurant. Oltre che dal nome, Wasabi (un po' inflazionato come nome per un ristorante giappo) è possibile riconoscerlo dalla scritta "happy hour 12-24" in rosso sulla vetrina.

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